A caccia col cane

 Da quando ho iniziato ad andare a caccia devo dire che gli ultimi anni sono stati molto diversi rispetto ai miei inizi, e per quanto riguarda la caccia col cane intanto perchè si vuole essere autonomi e senza vincoli per esempio. Autonomi perchè col trascorrere del tempo, si vuole vivere la caccia sotto un'altra luce. Vincoli che possono riguardare zone di caccia o orari di partenza o rientro.
In solitudine la giornata di caccia la si vive su altre sfumature, libertà proprie come la possibilità di avere l'aroma del caffè in bocca e il profumo della sigaretta nelle narici.

Da quando ho preso il porto d'armi il mio compagno di caccia è stato sempre mio padre. A parte qualche uscita a tordi e l' apertura a colombacci, le uscite stagionali si concentravano su quaglie e beccacce.

Sono sempre stato un appassionato cinofilo, per completezza cinofilia con il Pointer Inglese, ma agli inizi non avevo un cane mio proprio perchè si andava a caccia insieme a mio padre e quindi non c' era nessuna necessità di altri cani nei box. Il problema sorgeva nel momento che si chiamava l' ausiliare di turno perchè rientrasse, oppure perchè lo si indirizzasse a battere in un posto o in un altro. Questi si dimostrava alquanto sordo ai richiami, riconoscendo mio padre come unico conduttore. Questione pruriginosa che si ripresentava se invece mio padre non era disponibile ad andare a caccia e si voleva uscire da solo coi suoi cani, un incubo.

Arrivò il momento di fare una cucciolata con la nostra Lucaniae Haidy, grandissima beccacciaia, e l' intento era tenere un cucciolo per me, ma era il periodo sbagliato per una cucciolata: io lavoravo e il tempo a disposizione da dedicare ai cani era sempre poco. Viste le qualità dei genitori, papà volle tenere anche una femmina della stessa cucciolata. Ma la presenza nel canile di Haidy e la figlia Astrid, mattatrici di boschi e montagne relegarono i cuccioli a qualche uscita sporadica anche se i presupposti c' erano tutti.


 

Fu cosi che dopo diverso tempo passai alla facilità della caccia a beccacce con 2 super cagne affidabili e complete, alle uscite con un cane vigoroso, ma crudo e tendenzialmente autonomo anche perchè all' inizio sordo ai richiami, che tanto mi fece penare, al punto da pensare che forse era meglio desistere.

In tutti i casi il tempo era sempre poco, le uscite da dedicare alla caccia si riducevano di stagione in stagione, quaglie ormai non se ne vedevano più e poche erano le beccacce. Ma quelle poche uscite davano un senso di libertà diverso, intanto senza costringere tuo padre a dover rientrare prima del tempo dalla caccia perchè si stava facendo tardi ad esempio e il lavoro aveva i suoi orari. Oppure alcune scorrettezze del cane non avevano nessuna ripercussione sull' esito delle mattinata, il cane si doveva ancora fare e quel poco tempo lo si dedicava a lui. 

Con Boss le uscite da settembre a novembre erano una palestra da dedicare alle pochissime quaglie presenti in previsione delle future uscite a beccacce.

 


Ma se agli inizi è stata dura, le soddisfazioni sono arrivate col tempo. Gli incontri sono stati sempre pochi, ma avevano un piacere diverso rispetto alle beccacce incontrate con gli altri cani. Boss era il mio cane, il mio ausiliare. Aveva un naso eccezionale, un eleganza sopraffina e tanta volontà. Le basi per un fruttuoso incontro.

Quindi cacciare da solo a beccacce iniziò ad avere un sapore nuovo, diverso, migliore forse. Boss è venuto a mancare nel maggio del 2021, ma dalla scorsa stagione alternavo le uscite con il Pointer e con la mia springerina Bea, che sarebbe dovuta essere una cagnetta da utilizzare prevalentemente per il riporto, ma che ha dato segni importanti da cercatrice e che non si è mai trovata in difficoltà sui terreni da quaglie prima, e tantomeno da beccacce poi, tant' è che cerca bene e mi ha aperto un mondo diverso per quanto riguarda la caccia alle Regina. Non più corse dietro la coda e il campano di Boss, ma una caccia più rilassata appunto, più attiva e attenta osservando invece il movimento della coda di Bea. 

La cerca della springer è ben diversa rispetto a quella di un cane da ferma, il raggio d' azione è molto ridotto se rapportato a quello di un Pointer e sempre nell' arco di un possibile tiro a breve/media distanza, come quelli effettuati la stagione scorsa e andati sempre a buon fine.

A titolo esemplificativo, la stagione scorsa bazzicavo in un posto ideale alla presenza della nostra arcera, ma notai subito la differenza dei 2 diversi modi di prendere e affrontare il terreno di caccia dei miei cani:

ho iniziato a frequentare quel posto con Bea, quindi per affrontare la prima parte del posto impiegavo un certo tempo e con diversi accertamenti della cagnetta in certi anfratti coperti dalla vegetazione. Quando invece portai nello stesso posto il Pointer, non mi resi neanche conto che Boss avesse affrontato la maggior parte del terreno nello stesso momento in cui io stavo ancora cercando di inerpicarmi a mezza costa per arrivare nel primo boschetto di querce, ma che quando io finalmente lo raggiunsi, non sentii più il campano del cane, ma subito il fragoroso frullo della beccaccia che in cima all' erta si involava senza che io riuscissi a scorgerla nel mezzo dei rami che avevo sopra la testa. Quando finalmente riuscii a uscire fuori alla luce del sole, Boss aveva già trovato la rimessa, ma la beccaccia ripartii che il cane non era riuscito neanche a fermarla. La vidi solo un attimo sulla costa difronte che si involava almeno 20m avanti al cane e passò oltre. La cercammo invano, ma l'appuntamento fù solo rimandato, con la springer fu tutto diverso.


 

Nasco cinofilo grazie ai Pointer, ma penso che questo non sia il momento per un altro Re del Vento, ci sarà il tempo giusto.

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