Montaggio e taratura Red Dot

 Cos'è?

La traduzione dice che si tratta di un punto rosso, ma con l' avvento di nuovi colori disponibili per il dot, punto appunto, questa nomenclatura inizia a stare un po' stretta.

Micro green dot

 

Per farla breve sono dei collimatori olografici, e da un utilizzo prettamente marziale di strumenti costosi, ingombranti e fragili, si è passati ad essere leggeri, resistenti e, alle volte, anche economici che in ambito civile vengono utilizzati per tiro dinamico o la caccia. 

Dal punto di vista prettamente venatorio, il red dot montato su una slitta è utilizzato per mirare, per avere una migliore precisione al posto delle mire metalliche di una carabina, o uno strumento più leggero e di facile acquisizione rispetto ad un ottica da puntamento.

Come funziona

E' costituito da un emettitore che proietta un fascio di luce, solitamente led, su una lente progettata per riflettere certi colori, ma restando trasparente, così che il punto rosso sia visibile all' occhio del tiratore come se fluttuasse sopra al bersaglio. La posizione del punto è regolabile sia in altezza che in derivazione, così da poter essere tarati come qualsiasi altro strumento da puntamento.

 

In commercio ne esistono di diversi e su un' ampia fascia di prezzo, riconducile a differenza di materiali, struttura e trattamenti delle lenti ed elettronica di base, di diverse dimensioni, reticoli e forme, reflex, mini e tube, ma accomunati dal fatto di essere privi di ingrandimenti, così da avere un' acquisizione veloce e istintiva del bersaglio. Questo perchè utilizzando le mire metalliche il tiratore deve mettere a fuoco 3 oggetti posti su piani diversi: tacca di mira, mirino e bersaglio e concentrarsi su uno dei 3 rende gli altri 2 sfocati, ma oltretutto nei tiri istintivi, soliti della caccia al cinghiale, non si devono fare collimare tacca e mirino per essere immediatamente sul selvatico, basta solo imbracciare l' arma e visualizzare il punto rosso e quando è sul bersaglio, premere il grilletto.
Infatti il red dot è stato progettato per sparare con entrambi gli occhi aperti, caratteristica questa che consente di mantenere inalterato il campo visivo per poter passare in un attimo da un obiettivo all'altro e utilizzato in precedenza in campo militare e sportivo per la sua velocità di acquisizione del bersaglio.

Col passare del tempo i red dot sono diventati più robusti e affidabili. La resistenza è dovuta all' utilizzo di alluminio aeronautico anodizzato per la struttura e ai vari trattamenti superficiali delle lenti che li rendono più luminose e antigraffio. Nuove guarnizioni e riempimento con azoto aumentano l' impermeabilità da una parte e scongiurando l' appannamento dall' altro.
Le nuove batterie in commercio e la presenza di sensori di movimenti per lo spegnimento e la riaccensione automatica del punto rosso ne aumentano la durata anche per diversi anni.

Montaggio sulle carabine da caccia

Le armi più utilizzate in Italia  per la braccata al cinghiale sono 2, la Benelli Argo e la Browning Bar, il mercato per questi 2 fucili a canna rigata offre diversi tipi di attacchi da poter montare. Possono essere basi fisse o a sgancio rapido, slitte weaver o picatinny, ma nella maggiorparte dei casi utilizzabili indistintamente sulle carabine delle 2 marche.

Quindi scegliendo tra le diverse possibilità, basta solo fissare la base nei fori presenti sul castello dell'arma con le viti in dotazione e il gioco è fatto. Anzi no, dove montare il red dot?
Questa è una domanda scottante, perchè si hanno un paio di risposte differenti.
Se i tiri sono quelli soliti della caccia in braccata, alle brevi medio/corte distanze, il montaggio è più vicino all' occhio, 10cm +/-, la distanza ideale per sparare con entrambi gli occhi aperti e non essere ostruiti nella visuale dalla struttura del red dot.
Se i tiri invece interessano le medie distanze, quindi 50/70m, è giusto montarlo più in avanti verso la bindella.
Se i tiri invece sforano questa distanza, è bene passare alle ottiche da battuta variabili, 1-4x/1-6x per essere chiari, perchè la possibilità di zoommare aiuta tantissimo rispetto a un mirino olografico 1x.

 

Micro Red Dot Holosun su basetta HS-Mount fissa


Taratura

Tornando al discorso distanze di utilizzo è facile capire a che distanza tarare un punto rosso.
Da rivenditore consiglio sempre i 50m come distanza massima, ma tarare il trinomio arma/ottica/munizione come se si trattare di una carabina bolt action con ottica di puntamento:

Rest molto stabile e munizione con cui si affronteranno le future giornate di caccia, questo perchè anche se si spara a braccio sciolto e senza appoggio, le basi della precisione del trinomio ci debbano essere tutte e poi perchè, trovata la munizione ideale per struttura della palla, precisione e potere d' arresto, non è difficile abbattere un cinghiale in uno dei rari tiri a distanze maggiori, tanto per dire 100/150m.

Quindi con la carabina ben appoggiata e stabile nel rest, con la dovuta calma esplodere il colpo e, senza spostare l' arma, agire sulle regolazioni del dot di alzo e deriva, tenendo a mente e considerando sempre a quanto corrisponde il click al singolo spostamento e una volta fatte le dovute correzioni, procedere al colpo di verifica, altrimenti ripetere. 

Conclusioni

In breve il red dot è uno strumento semplice e affidabile, ideale per la caccia al cinghiale nei normali tiri a breve distanza, molto preciso e dalla veloce acquisizione, più economico, leggero e poco ingombrante rispetto alle già minute ottiche di puntamento da battuta, che invece restano ideali sia nei tiri a breve che a media distanza, basta solo agire sulla ghiera degli ingrandimenti. 




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